DJ Meoz, an Italian talent in London

Ciao Mirko e benvenuto su Vibra Progressiva!

Avere un artista italiano Progressive House così creativo ovviamente ci riempie di gioia! Solamente questo mese contiamo 4 nuove uscite, con le labels MNL, Sound Avenue, Blue Magenta e Nightcolours, e il pezzo di apertura del mix - Time Machine che ci dici preannuncia un'imminente uscita su AH Digital. Dove nasce tutta questa energia e questa carica artistica in questo particolare momento?

In questo periodo sento una spinta creativa molto forte, quasi come se tutte le idee accumulate negli ultimi anni avessero finalmente trovato la loro forma, come una convergenza e dopo anni in cui ho costruito il mio suono , finalmente sento che tutto si sta allineando. Credo nasca da un mix di fattori: una nuova stabilità personale, tanta ricerca sonora, e soprattutto la voglia di raccontare qualcosa di più profondo attraverso la musica. Le uscite su MNL, Sound Avenue, Blue Magenta e Nightcolours non sono casuali: rappresentano 4 sfumature diverse della mia identita' artistica, e in questo periodo ho trovato una fluidita' creativa che mi permette di passare da una all'altra senza perdere coerenza. Il 3 Novembre invece arriverà la release su AH Digital ''The 9th Door'' che includera' Time Machine, un progetto a cui ho dedicato un lavoro minuzioso, sia sul sound design che sulla struttura narrativa del pezzo. È una traccia che rappresenta pienamente la mia evoluzione artistica, e spero che l'ascoltatore riesca a cogliere la profondità e l'intenzione che ci ho messo. Non sto "forzando" nulla ma è come se i brani arrivassero da soli, uno dopo l'altro, con una chiarezza che non provavo da tempo. Inoltre da qualche mese sto lavorando part time (Il mio lavoro principale) per dedicare piu tempo alla musica. Anche questo tempo in piu' ovviamente ha contribuito a far si che potessi esprimermi meglio musicalmente parlando. Inoltre come ben saprete anche quando si vedono piu' uscite insieme non significa che le tracce sono state fatte dall'oggi al domani ma alcune labels hanno tempi di attesa molto lunghi anche fino 8 -10 mesi...e quindi capita per forza di cose ad avere delle uscite ''accumulate''

Parliamo della scena londinese, città in cui vivi. Londra è storicamente dominata da generi come la Tech House, la UK Garage e la Drum and Bass. Essere un DJ italiano che porta avanti con successo la bandiera della Progressive House in una delle capitali mondiali del clubbing è sicuramente una mission molto importante. Come risponde il pubblico londinese al tuo sound e in che modo le tue radici italiane influenzano la tua musica in un contesto così competitivo?

La scena londinese è enorme e piena di opportunità, ma non è semplice inserirsi se lavori con un sound come il mio. Quest'anno ho scelto consapevolmente di focalizzarmi sulla produzione, e quando prendi questa direzione le occasioni per suonare non arrivano automaticamente: devi essere presente, uscire, fare networking, e in questo periodo ho preferito dedicare tutte le energie allo studio e alle release. Inoltre, trovare serate Progressive House a Londra è davvero difficile. La città è dominata da Tech House, UK Garage e Drum & Bass, e gli eventi che permettono di esprimere un sound più profondo, melodico e narrativo sono pochi. Ho provato a contattare diversi promoters, sia via email che tramite DM su Instagram, ma quasi nessuno risponde — è una scena molto chiusa, dove spesso suonano sempre gli stessi nomi e ovviamente i grandi nomi anche parlando di Progressive. Oppure trovi questi mini party organizzati da 2-3 dj dove non c 'e' mai piu di 20-30 persone, che alla fine e' anche bello per stare insieme e socializzare ma a mio avviso non porta a nulla di concreto per uno che vuole affermarsi come artista. Paradossalmente, il pubblico che risponde meglio alla mia musica non è qui: i miei fan più ''fedeli'' sono in Argentina e Sri Lanka. Da lì ricevo messaggi ogni giorno, supporto costante, feedback, richieste di set e nuove tracce. È una connessione fortissima, spontanea, che mi ricorda quanto la Progressive House sia un linguaggio globale, capace di trovare casa anche molto lontano da dove vivi


In molte parti della scena clubbing internazionale si intuisce quasi un desiderio di molti artisti di tornare al Club con i DJ resident che creano una forte sinergia tra l'ambiente ed il pubblico, affezionato all'artista ma soprattutto al genere musicale da lui proposto. Qual'è il tuo punto di vista e qual è oggi lo stato di salute dei Club londinesi?

Negli ultimi anni si percepisce davvero un ritorno al concetto di club come spazio "vivo", dove il DJ resident diventa il punto di riferimento della serata. È un modello che crea identità, continuità e un rapporto autentico con il pubblico: non vai in quel club solo per ballare, ma perché sai che lì troverai un certo tipo di viaggio musicale. Credo che molti artisti sentano questa esigenza proprio perché la scena globale è diventata molto frammentata e spesso troppo legata ai nomi del momento. La residency, invece, permette di costruire una storia. Per quanto riguarda Londra, la situazione è particolare. La città ha una scena enorme, ma non sempre in salute. Ci sono club che funzionano benissimo, ma tanti altri faticano a mantenere una direzione chiara. Come detto prima I generi dominanti restano Techno, UK Garage e Drum & Bass, e questo rende difficile per chi propone un sound più profondo e progressivo trovare spazi adeguati.Per questo il ritorno dei DJ resident sarebbe un valore enorme: darebbe stabilità ai club e permetterebbe agli artisti di costruire un rapporto reale con il pubblico. Personalment penso che una residency forte può cambiare completamente l'identità di un locale — e oggi, più che mai, la club culture ha bisogno proprio di identità.

Il tuo background affonda le radici nella techno degli anni '90. Come nasce invece questa forte passione e propensione per la Progressive House?

La mia passione per la progressive house nasce quando ho capito che la musica può raccontare una storia senza dire una parola. Ho iniziato ad ascoltare set che non cercavano l'impatto immediato, ma la costruzione lenta, la tensione che cresce, le atmosfere che si aprono piano, scoprendo i grandi artisti come Hernan Cattaneo, Nick Warren, Guy J e molti altri. Quel modo di intendere la musica mi ha cambiato. Mi ha fatto capire che volevo creare e suonare qualcosa che fosse un viaggio, non una sequenza di momenti. E la progressive house - soprattutto quella più profonda e oscura - è diventata la mia casa naturale. Allo stesso tempo, nel mio percorso ho iniziato a esplorare anche un lato più organic e melodico, che per me è un'estensione naturale del viaggio progressive. Tracce come Midnight Musing e Where the Sea Breaths, pubblicate su 90Watts, rappresentano proprio quella sensibilità più intima e atmosferica che amo portare nelle mie produzioni quando voglio raccontare un'emozione più luminosa, più naturale, più "respirata"

Guardando oltre i successi di quest'anno, quali sono i tuoi prossimi obiettivi e come vedi la scena italiana? Noi di Vibra Progressiva facciamo ovviamente il tifo per poter ascoltare un tuo Set dal vivo finalmente anche qui in Italia very soon!

Guardando oltre i risultati di quest'anno, il mio obiettivo principale è continuare a crescere come produttore. Voglio consolidare la mia identità sonora, spingere ancora di più sulla ricerca e pubblicare musica che rappresenti davvero la mia visione. Sto già lavorando su nuove idee, collaborazioni e progetti su grandi labels che mi permettano di evolvere senza perdere il mio stile. Parallelamente, mi piacerebbe tornare a suonare con più continuità, ma in contesti che valorizzino davvero la Progressive House. Non cerco quantità: cerco qualità, club e situazioni dove il mio sound possa essere espresso al 100%. Una residency, o comunque un rapporto stabile con un locale, sarebbe un passo naturale per costruire un percorso più profondo con il pubblico. Per quanto riguarda la scena italiana, la vedo in un momento molto interessante. Magari voi siete piu' al corrente di me, stando in Italia, ma vedo una nuova attenzione verso i generi più narrativi e atmosferici, e diversi promoter stanno iniziando a dare spazio a sonorità che fino a qualche anno fa erano considerate di nicchia. L'Italia ha sempre avuto una sensibilità melodica forte, e questo si riflette anche nel modo in cui il pubblico vive la Progressive: con partecipazione, curiosità e una grande apertura emotiva. Ho dei contatti con alcuni ragazzi della community Sri Lanka, che mi raccontano dei party che ovviamente vedo anche dai loro posts in internet, e' un pubblico incredibilmente fedele, caloroso e presente da quello che posso percepire io e spero che questo entusiasmo possa diventare anche uno stimolo per il pubblico italiano, perché la Progressive ha un potenziale enorme e merita più spazio. Non è una questione di nazionalità: è una questione di sensibilità musicale. Quando una comunità risponde con così tanta passione, inevitabilmente crea un movimento che può coinvolgere tutti. Per questo, l'idea di portare finalmente un mio set dal vivo in Italia mi entusiasma. Sarebbe bellissimo incontrare sia il pubblico italiano sia la community dello Sri Lanka che mi sostiene così tanto. Spero davvero che accada presto — e il vostro supporto rende tutto ancora più possibile.